Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


07/19/2019
HomeChietiGiulio Borrelli sull’Ospedale San Camillo De Lellis: “Prendiamo atto delle dichiarazioni, ma non smobilitiamo”

Giulio Borrelli sull’Ospedale San Camillo De Lellis: “Prendiamo atto delle dichiarazioni, ma non smobilitiamo”

“Prendo atto della lettera inviatami dal presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli. Ci saremmo aspettati  – spiega il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli – di non dover passare attraverso altre tappe nel faticoso percorso, all’interno della legislazione vigente, per il riconoscimento pieno e effettivo di Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata.  Non temiamo, tuttavia, questo ulteriore passaggio.  La documentazione presentata a Pescara e a Roma, che certifica i nostri diritti, è -come viene riconosciuto- inoppugnabile.

 

Abbiamo portato avanti la richiesta, approvata all’unanimità, dal consiglio comunale del 6 novembre 2017, con la partecipazione e il sostegno di tutti i sindaci del territorio. I risultati raggiunti finora, e confermati dalla Regione, sono il frutto dello sforzo di tanti:  amministratori, comitato cittadino, operatori sanitari. Abbiamo lavorato affinché gli impegni fossero rispettati e, come Amministrazione comunale, non ci siamo mai attribuiti meriti particolari. Abbiamo sempre detto – sottolinea Borrelli- che NON SMOBILITIAMO. Abbiamo promesso e promettiamo che continueremo a vigilare e a batterci, insieme con tutti coloro che condividono questa battaglia e a prescindere dai colori politici, per il rispetto dei diritti delle nostre comunità e per una rapida e effettiva esecuzione delle delibere aziendali. Lo faremo qualunque saranno le circostanze future e chiunque guiderà domani la Regione Abruzzo. Non ci interessano le speculazioni di parte e le propagande elettorali.

 

Ribadiamo  anche la necessità – conclude il sindaco –  di superare i limiti della legislazione in materia ospedaliera. Le norme attuali hanno penalizzato non solo Atessa, ma anche altri Comuni della nostra regione, che sono punto di riferimento di importanti aree interne. I piccoli presidi ospedalieri (quelli, per intenderci, che non hanno 20 mila accessi all’anno al pronto soccorso) possono contribuire a alleggerire le liste di attesa e a soddisfare le esigenze di tanti cittadini penalizzati da scelte sbagliate che vanno corrette, innanzitutto, dal Parlamento nazionale”.

Nessun Commento

Inserisci un commento