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07/17/2019
HomeChietiVasto, Azione Civile: “Rilanciamo una rivoluzione democratica anche in Abruzzo”

Vasto, Azione Civile: “Rilanciamo una rivoluzione democratica anche in Abruzzo”

Rivoluzione Democratica: questo il nome col quale Azione Civile ha dato avvio ad un nuovo percorso di ripartenza, di costruzione di un fronte democratico, nonviolento, di alternativa al sistema delle corruzioni e delle mafie.

Azione Civile è nata per costruire un percorso diverso, per fornire alla claudicante democrazia italiana un’alternativa a tutto questo. Siamo presenti, e ci impegniamo quotidianamente, per quella rivoluzione democratica, civile, nonviolenta, libera, che sia di alternativa a tutto questo. Ostinatamente sognatori in un periodo storico in cui sognare è vietato, in cui la generosità, la solidarietà, l’essere animati da disinteressati ideali è tabù. Un tabù che vogliamo rompere, spezzare, dimostrando che un’alternativa è possibile, che si può rifiutare le squallide consorterie e clientele, che le mafie si possono e si devono denunciare, che i lavoratori e i più deboli possono non essere lasciati soli per ricordarli solo quando occorrono i loro voti o per la spiccia propaganda. Anche in questo territorio.

Crediamo che questo percorso possa avviarsi, e costruire molto, anche in Abruzzo. E nel nostro territorio. Decenni di clientelismo, governi di destra e di centrosinistra, hanno devastato la sanità, abbandonato territori alla disoccupazione e all’impoverimento, non ostacolato come necessario (se non addirittura favorito) la devastazione ecologica. Le mafie sono presenti in Abruzzo e nel vastese. Droga, usura, estorsione, evasione di grandi capitali, traffico di rifiuti e smaltimento illegale di piccole e grandi “terre dei fuochi”, intimidazioni e racket di ogni tipo. E’ quasi quotidiana la cronaca nera e giudiziaria che vede protagonista reti criminali, organizzazioni ramificate nel territorio e con agganci nei clan di Roma e Ostia, di camorra e di ‘ndrangheta. Quando non addirittura con collegamenti esteri. E in tutto questo, sembra cedere il protagonismo della società civile, della cittadinanza, di chi può e deve denunciare. Mentre la politica – lo stiamo vedendo anche nella preparazione alle ormai imminenti elezioni regionali – guarda altrove. La politica dovrebbe essere la forza motrice per far vivere e migliorare la polis e il bene comune. Appare invece normale che sia animata e guidata da altro. Appare normale la “politica” dei favori, la “politica” senza respiro alcuno sul futuro ma legata solo al presente e all’algebra della ricerca continua di voti e consensi, la “politica” che continuamente sacrifica il bene comune sull’altare degli egoismi di pochi e delle lobby dei piccoli interessi, il clientelismo degli amici e degli amici degli amici e degli amici degli amici degli amici. Quando la polis perde il respiro, arranca, viene divorata da altro. Vincono gli interessi di pochi, dei più forti e di chi “s’arrangia meglio”, sono a rischio e vengono negati i diritti di tutti, gli interessi della collettività. O meglio, degli ultimi e degli emarginati, dei più deboli, di chi non ha forti consorterie alle spalle. Quello che dovrebbe essere di tutti diventa privilegio o merce costosa”, queste le dichiarazioni di Azione Civile.

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