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11/17/2018
HomeL'AquilaMetanodotto Snam: può essere bloccato per mancanza dell’autorizzazione del Comune di L’Aquila

Metanodotto Snam: può essere bloccato per mancanza dell’autorizzazione del Comune di L’Aquila

Ecco le parole del Consigliere comunale dell’Aquila, Lelio De Santis.

Il Governo Lega – 5 Stelle ha deciso” spiega Lelio De Santis, consigliere comunale dell’Aquila “che il Gasdotto della Tap, che dovrebbe attraversare tutto l’Appennino dalla Puglia all’Emilia-Romagna, sarà realizzato e così si darebbe corso ad un’opera impattante e pericolosa, oltre che inutile per le esigenze energetiche del Paese e contraria alla vocazione dei territori attraversati, tutti di grande pregio naturalistico ed ambientale, ma anche ad alta pericolosità sismica.

Il progetto di realizzazione dell’opera ha incontrato nel corso degli anni la motivata opposizione, sul piano tecnico e sul piano politico, delle Regioni interessate, di centinaia di Comuni, di tutte le Associazioni ambientaliste, delle Amministrazioni degli Usi civici e, soprattutto, delle popolazioni.

Ma il nuovo Governo e, in particolare, la componente dei 5 Stelle, che aveva suscitato la fondata speranza del blocco dell’opera, dopo una esplicita e forte campagna elettorale contro il Metanodotto a tutti i livelli, ha seguito le ragioni della mediazione politica ed ha subìto il condizionamento delle lobby imprenditoriali, rinnegando gli impegni elettorali e calpestando le richieste delle popolazioni”.

Nonostante questo pronunciamento del Governo, l’opera può ancora essere bloccata perché la procedura autorizzativa non è completa né definita: manca l’autorizzazione del Comune dell’Aquila riguardante il parere obbligatorio di cambiamento di destinazione d’uso dei terreni, gravati da uso civico, interessati dall’attraversamento!

La Regione ed il Parlamento possono far valere anche questo vizio procedurale e possono chiedere la sospensione dell’avvio dei lavori, che rappresentano un’aggressione al territorio ed un freno allo sviluppo economico e turistico delle aree interne dell’Appennino.

Mi auguro, altresì, che “la politica del cambiamento” auspicata da milioni di italiani, compreso lo scrivente, dimostri con gli atti, e non solo con le parole, di voler cambiare le politiche di sviluppo del Paese e di voler mettere al centro dell’azione di governo le potenzialità e le risorse dei territori, e non le esigenze dei grandi gruppi imprenditoriali, che hanno condizionato in passato le scelte politiche e che rischiano di continuare a farlo!”

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