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06/02/2020
HomeChietiSan Salvo, probabile terrorista cercava istruzioni per fabbricare giubbotti esplosivi ed inneggiava alla jihad

San Salvo, probabile terrorista cercava istruzioni per fabbricare giubbotti esplosivi ed inneggiava alla jihad

L’uomo fermato a San Salvo ed espulso dall’Europa era un fondamentalista islamico che inneggiava alla jihad.

Era un fondamentalista allontanato persino dalla comunità islamica di San Salvo, il 34enne marocchino destinatario del provvedimento di “rifiuto di ingresso e soggiorno nell’area Schengenper motivi di sicurezza nazionale. 

Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla nota del suo fermo, i Carabinieri di Chieti hanno reso noto che Ouahbi Ahmed Taib era stato messo in disparte, a San Salvo, anche dalla gente con il suo stesso credo, tanto fondamentalista s’era fatta la sua posizione in merito alla jihad ed alla lotta di religione.

Già noto nei suoi ambienti per aver espresso soddisfazione in seguito agli attentati terroristici di matrice islamica in Europa, il marocchino è stato fermato in seguito all’attività’ di indagine svolta dai Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Chieti e coordinata dai P.M. Michele Renzo e David Mancini della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo de L’Aquila.

Proprio il 34enne è stato ricondotto a due profili su Facebook che avevano postato testi inneggianti alla jihad ed immagini di propaganda dell’organizzazione terroristica dello “Stato Islamico“. Chiarissima nel suo significato, poi, la foto postata con sullo sfondo la Basilica di Santa Maria Maggiore di Roma ed in primo piano un foglio con la scritta in arabo  da Roma preghiamo Dio che faccia vincere lo stato islamico”. 

Dopo aver assunto un comportamento schivo e distaccato, trascorrendo la maggior parte della giornata in casa senza frequentare cittadini italiani e senza lavorare in alcun modo, il 34enne ha preso chiaramente gran parte degli atteggiamenti riconducibili agli attentatori dei precedenti drammi terroristici, non ultimo il continuo accesso a siti web a sostegno dello “stato islamico”, la consultazione di pagine con spiegata la realizzazione artigianale di giubbotti esplosivi e l’attività’ di proselitismo e propaganda in chiave jihadista svolta sui social. 

La chiara pericolosità’ di Ouahbi, trasferitosi nel frattempo in Marocco, è stata limitata così con un provvedimento che non gli consentirà di entrare e soggiornare “in area Schengen” per motivi di sicurezza legati ovviamente al terrorismo.

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