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10/21/2019
HomeRubricheLa penna dell'avvocatoL’esperimento del Gran Sasso è stato annullato. Dobbiamo esserne felici?

L’esperimento del Gran Sasso è stato annullato. Dobbiamo esserne felici?

Il tanto temuto esperimento Borexino-SOX dei Laboratori del Gran Sasso è stato annullato per “insufficienza di intensità” del Cerio 144.

C’è da esserne lieti? 

Quando ci si espone su fatti dei quali non si ha matematica certezza c’è un diktat fondamentale che, credo, bisognerebbe rispettare: quello di essere massimamente prudenti ed infinitamente ponderati, se proprio non si vuole optare per un ragionevole silenzio.

Su Borexino-SOX, a mio modo, qualcosa l’avevo già detto. Non sono un esperto di fisica e probabilmente non lo sarà mai, questo mi sento di doverlo premettere: ciò basta ed avanza, in realtà, a certificare che, tra le tante voci autorevoli che si sono espresse al riguardo, la mia è probabilmente l’ultima che uno dovrebbe stare ad ascoltare. Fatta questa doverosa premessa, l’ultima volta che avevo parlato di questo temuto esperimento nel cuore del Gran Sasso avevo parlato così: più che un mio parere sull’esperimento tecnico in sé, era in effetti un mio parere su come credo che ci si debba approcciare a questo genere di problematiche.

Oggi, che Sox-Borexino è stato annullato per davvero, qualcosina in più la voglio precisare. 

Nulla di nuovo brucia sotto al sole, se affermiamo che l’esperimento del Gran Sasso poteva essere un pericolo per gli abitanti della Regione: questa tristissima verità è ampiamente certificata, per essere del tutto onesti, da clamorose indagini e strani silenzi sulle attività spesso non proprio limpidissime dei Laboratori del GSSI. Non era Borexino-SOX in sé ad essere un pericolo, visto l’ampio scudo di tungsteno che sarebbe stato predisposto intorno al Cerio 144: erano una gestione umana non sempre impeccabile unita ad un certo margine di alea naturale, a rendere l’esperimento pericoloso.

Tanto basterebbe per esultare alla notizia della sospensione odierna, quale che ne sia la ragione (francamente, io non credo affatto che fior di fisici internazionali si siano accorti solo oggi che il Cerio 144 sprigiona appena ad un terzo dell’intensità necessaria): noi abruzzesi, in termini di salute, ci abbiamo pur guadagnato.

Quel che non mi va giù è il modo in cui la cosa è stata gestita. Ancora una volta sottobanco, ancora una volta nel silenzio di chi conosce e nell’oceano di urla di chi non conosce; ancora una volta con gran parte della popolazione che ha sputato sentenze senza aver documentato il minimo approfondimento, aizzata da un programma che avrà anche fatto del bene, ma su quel bene c’ha ampiamente lucrato e giocato, mostrando solo la faccia più sporca di una medaglia che comunque pulita non lo era in partenza.

A chiusura, credo che se ci battiamo per dei diritti che fanno capo ad una certa limpidezza, prima di tutto quella limpidezza abbiamo il dovere di portarla con noi, facendoci un’idea oggettiva, pulita, nei limiti del possibile approfondita. Altrimenti, ne sono fermamente convinto, anche domani sarà come ieri: e certi esperimenti, nel senso più lato del termine, non resteranno sospesi per sempre. 

Scritto da

Appassionato di scrittura, di calcio e, in generale, della vita. Percorso di studi in Giurisprudenza, poi giornalista presso l'Ordine d'Abruzzo. E' attualmente Direttore Editoriale di Centralmente e Centralmente Sport.

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