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01/17/2018
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L’Angolo della Nutrizionista: ecco cosa c’è da sapere sul cibo integrale

Nel periodo più calorico dell’anno, la nostra nutrizionista dott.ssa Di Biccari regala delucidazioni sul concetto di cibo integrale

Mentre dagli anni ‘50  si era vista una rapida diffusione dei cibi raffinati, negli ultimi tempi sembra essersi verificata un’inversione di tendenza con l’incremento del consumo di cereali integrali (riso, orzo, mais, farro ecc..) e prodotti da forno realizzati con farine integrali. Gli alimenti realizzati con quella che in passato veniva chiamata “la farina dei poveri”, attualmente sono molto richiesti e hanno spesso prezzi più alti dei prodotti raffinati. Ma perché questo cambiamento? È solo una delle nuove “mode alimentari” oppure questi alimenti esercitano realmente un effetto benefico sulla nostra salute? Innanzitutto chiariamo la differenza tra farina integrale e farina raffinata: la prima è prodotta dalla macinazione di tutte le componenti del chicco, cioè  la crusca (involucro esterno ricco di fibre), il germe (in cui sono presenti vitamine, sali  minerali, antiossidanti e acidi grassi essenziali) e l’endosperma (formato da carboidrati, proteine e piccole quantità di vitamine); la seconda, invece, deriva dalla macinazione del solo endosperma.     

I prodotti integrali hanno un maggior contenuto di fibre, minerali, vitamine E e del gruppo B,  acidi grassi essenziali e altri componenti bioattivi  rispetto ai prodotti raffinati; la presenza di fibre permette un più rapido raggiungimento del senso di sazietà, regolarizza il transito intestinale, contribuisce al controllo dei livelli di colesterolo e glucosio nel sangue  e sembra in grado di ridurre il rischio di insorgenza di alcune patologie (intestinali, cardiovascolari, tumori del colon-retto e diabete).

Allora sostituiamo tutti i prodotti raffinati (pane, pasta, riso, biscotti ecc..) con quelli integrali?La risposta è NO!! Prima di tutto dobbiamo capire quali sono i VERI PRODOTTI INTEGRALI: non basta cercare sulla confezione la dicitura “INTEGRALE” e fidarsi del colore scuro dell’alimento, ma bisogna sempre leggere le etichette; solo se tra i primi ingredienti riportati è scritto “farina (di orzo, farro, frumento, avena e qualunque altro cereale) integrale” siamo in presenza di un vero alimento integrale. Se, invece, è riportata la dicitura “farina di frumento (tipo 0 o 00)” e poi “crusca” o “cruschello”  siamo in presenza di un “falso” integrale.

Altra cosa importante da sapere è che, nonostante tutti gli effetti benefici degli alimenti integrali, non bisogna eccedere nel loro utilizzo e non bisogna sostituirli completamente a quelli raffinati perché i fitati contenuti nelle fibre possono ridurre  l’assorbimento di importanti minerali come calcio, ferro e zinco.

Possiamo concludere dicendo che i prodotti preparati con farine integrali (QUELLI VERI!!) devono essere assolutamente presenti sulle nostre tavole, ma devono essere alternati ad alimenti più raffinati: non dobbiamo dimenticare che ALLA BASE DI UN’ALIMENTAZIONE CORRETTA C’È SEMPRE LA VARIETÀ!

Dott.ssa Di Biccari Mariangela

BIOLOGA NUTRIZIONISTA

Tel.3208823728

E-mail: [email protected]

Sito: www.nutrizionistadibiccari.com

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