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12/14/2017
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Kingsman – Il cerchio d’oro

Dopo tre anni tornano al cinema i Kingsman per salvare di nuovo il mondo 

Nel 2014 è uscito al cinema Kingman, inaspettatamente di alto livello, irriverente, violento e che non ha avuto paura di osare. Il regista, Matthew Vaughn, non è solito firmare i sequel dei suoi film ma per Kingsman ha fatto un’eccezione ed ha diretto anche il secondo capitolo.

Dopo gli eventi del primo capitolo tutto sembra andare per il verso giusto per i protagonisti della prima pellicola, finchè una notte tutte le sedi della Kingsman vengono distrutte da uno sciame di missili e come se non bastasse un misterioso morbo sta iniziando a colpire la popolazione mondiale, il tutto collegato ad una misteriosa organizzazione chiamata Il cerchio d’oro. I Kingsman rimanenti dovranno unire le forze con i cugini americani, gli Statesman, per contrastare questa nuova minaccia.

Dai primi minuti vengono confermati i canoni del primo film ed in certi casi vengono addirittura esasperati. Le scene d’azione sono ugualmente concitate e frenetiche, filmate con la stessa formula del “finto piano sequenza”.

Le situazioni, le caratterizzazioni dei personaggi, i luoghi e gli eventi pescano a piene mani dall’immaginario dello spy movie ma rendendoli ancor più esagerati rispetto al primo capitolo, arrivando a toccare dei livelli quasi da cartone animato, ma in senso buono. Vaughn sa come giocare con il genere e nonostante il film sia estremamente sopra le righe, riesce ugualmente a rimanere credibile nella sua incredibilità, mantenendo una coerenza con le regole che governano il mondo di Kingsman. Interessantissimo il mondo degli Statesman, i nomi in codice che utilizzano, i nuovi e folli gadget in dotazione agli agenti ed il diverso approccio che hanno al mondo dello spionaggio.

A stupire ulteriormente è l’al-star cast. Tornano Taron Egerton, Mark Strong e Colin Firth (di nuovo in azione dopo la presunta morte nel primo capitolo) ai quali si aggiungono Halle Berry, Pedro Pascal, Channing Tatum, Jeff Bridges nei panni degli Statesman e Julianne Moore a tirare i fili dal suo nascondiglio segreto da super cattiva patita degli anni 50.

Dal punto di vista meramente tecnico, il film è una copia carbone del primo capitolo, nonostante ci siano diverse soluzioni di montaggio e di inquadratura inedite. Nonostante il successo del primo inoltre, Vaughn non si è risparmiato in termini di violenza visiva, parolacce e allusioni sessuali neanche troppo suggerite, rendendo questo secondo Kingsman addirittura più sboccato del primo capitolo ed uno dei film più espliciti usciti negli ultimi mesi. Poche le critiche che si possono muovere.

Principalmente un’eccessiva lunghezza, che arriva a toccare le due ore e venti, e dalle quali si sarebbero potuti tagliare dieci o quindici minuti, per snellire il tutto.

Un cattivo forse non carismatico come il Valentine di Samuel L. Jackson e una CGI a volte troppo visibile, che se da un lato rende il tutto più cartoonesco, dall’altro rende meno interessante il lavoro di stunt che può esserci durante una scena d’azione. La parte peggiore però è probabilmente il cameo di Elton John, simpatico e grottesco all’inizio ma via via sempre più odioso e bambinesco.

Nonostante qualche piccola svista, il film rimane in assoluto una delle esperienze più adrenaliniche dell’anno, condita da una regia incredibilmente stylish e che getta le basi per un confermato e ancor più esagerato terzo capitolo conclusivo.

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