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12/12/2017
HomeTeramoEventi TeramoA Roseto arrivano le “Giornate della Fratellanza”: due giorni per parlare di emigrazione

A Roseto arrivano le “Giornate della Fratellanza”: due giorni per parlare di emigrazione

Presentata questa mattina, in sala giunta, la sedicesima edizione delle Giornate della fratellanza

L’iniziativa è di William Di Marco e della associazione Cerchi concentrici promotor con la collaborazione del Comune di Roseto, dell’Istituto Moretti, della Regione Abruzzo, della Provincia di Teramo, dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara, di Scuole associate Unesco. Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre a Di Marco, il sindaco Sabatino Di Girolamo, l’assessore alla Cultura, Carmelita Bruscia, Gianpaolo Massetti, docente del Moretti, e quattro studenti dell’Istituto diretto da Sabrina del Gaone: Jacopo Bonanno, Emanuela Lo Bartolo, Sara Montese, Alessia Vignelli.

Gli incontri sono in programma giovedì 28 e venerdì 29, al palazzo del Mare, con il seguente programma:

Giovedì 28 settembre ore 09,30 “Chi esce dall’Italia cosa cerca? Il fenomeno dei giovani che vanno all’estero”. Interviene Fabrizio Fornari, docente di Sociologia generale – Dipartimento di Scienze giuridiche e sociali dell’università D’Annunzio Chieti-Pescara. Introduce Carmelita Della Penna, docente di Storia contemporanea – Dipartimento di Scienze giuridiche e sociali dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara.

Venerdì 29 settembre ore 09,30 “Chi approda in Italia cosa cerca? Il fenomeno degli immigrati extracomunitari che sognano l’Italia e l’Europa”. Interviene Farhad Bitani, educatore afghano che presenterà il suo ultimo libro “L’ultimo lenzuolo bianco – L’inferno e il cuore dell’Afghanistan” (Guaraldi editore).

“Il flusso emigratorio è una delle emergenze che ci accompagnerà per i prossimi anni e per questo abbiamo deciso di dedicare questa edizione a un tema così importante”, ha esordito William Di Marco, “Abbiamo suddiviso le giornate con argomenti importanti dedicati a due temi fondamentali. Cosa cerca all’estero un italiano, che solitamente è un giovane, ma che, fenomeno crescente, negli ultimi tempi è anche un anziano che con la pensione in Italia stenta ad arrivare a fine mese mentre in molti Paesi può vivere meglio. Ne parleremo con il sociologo Fornari e la storica Della Penna. Il secondo giorno, con Bitani, cercheremo di capire meglio l’intricatissima situazione, ormai più che trentennale, dell’Afghanistan”.

“Un amico mi ha consigliato il libro di Bitani”, ha aggiunto Gianpaolo Massetti, docente del Moretti e collaboratore dell’associazione Cerchi concentrici promotor, “un libro molto duro ma che mi ha colpito in particolare per il fatto che l’autore, arrivato in Italia con molti pregiudizi, dichiara: Qui (in Italia) c’è il vero Islam, quello che io ho sempre cercato, a livello di attenzione, pietà, sostegno ai poveri, solidarietà. Non che questo sia sfociato in una conversione, da parte di Bitani, però ha provocato una sorpresa, positiva, che lo ha portato a scrivere questo libro e a girare l’Italia per promuoverlo”.

“Il tema delle emigrazioni ci fa riflettere”, ha aggiunto l’assessore Bruscia, “perché c’è chi arriva ma anche tanti che vanno via dal nostro Paese. Una riflessione che dobbiamo fare tutti: i giovani ma anche la nostra generazione. Un incontro a 360 gradi, quello allestito dalle Giornate della fratellanza”.

“Sono molto grato a Di Marco”, ha concluso il sindaco Di Girolamo, “perché riesce a trascinare i giovani, i suoi studenti, fuori dagli stretti schemi dei programmi ministeriali e a portare la scuola anche all’esterno e a riflettere su temi cruciali. Vedo, purtroppo, molto spesso i ragazzi che hanno sempre i telefonini in mano e non dialogano non solo con i genitori o con gli adulti, ma nemmeno tra di loro. Spesso, li vedo, su una stessa panchina, sono in tre e ognuno è immerso nel suo mondo, da solo con il proprio smartphone. Troppe volte sono completamente ignari di ciò che succede nel mondo e invece Di Marco, con le sue iniziative, ha il merito di coinvolgerli e di dire a tutta la città, ma soprattutto ai giovani: Pensiamo un po’ a quello che sta succedendo nel resto del pianeta”.

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