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12/13/2017
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L’Aquila, Camusso: l’istruzione e l’occupazione sono fondamentali per ripartire

Susanna Camusso oggi era a L’Aquila, in occasione della manifestazione CGIL ‘110 anni senza solitudine con i diritti, con il lavoro, per le aree interne’ ed ha affermato:
“L’innovazione e l’occupazione sono determinanti per la ricostruzione post sismica aquilana, che è in ritardo”.

Questa mattina, all’Auditorium del Parco, si è tenuta una manifestazione CGIL in occasione dei 110 anni della fondazione della Camera del lavoro del capoluogo abruzzese.
Oltre alle varie personalità della regione –  Giovanni Lolli vice presidente della Regione Abruzzo, con delega alle crisi industriali, Sandro Del Fattore segretario generale Cgil Abruzzo, Angelo Caruso presidente della Provincia dell’Aquila, Paola Inverardi, rettrice Università degli Studi dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sindaco del Comune dell’Aquila e Paolo Perna, del Centro di documentazione Cgil L’Aquila – ha preso parte all’evento il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.

Con il suo intervento ha posto l’accento su alcune problematiche del nostro Paese, come l’istruzione, il Masterplan per il sud, il progetto di legge del nuovo statuto dei lavoratori, la sempre più difficile situazione della professione giornalistica – ma anche a livello locale, come  la crisi del centro di ricerche Intecs dell’Aquila, e la ricostruzione post sismica.

“Da una parte si parla di economia 4.0, dall’ altra si afferma l’idea che non serve l’istruzione. Si registra insomma una cristallizzazione alla stagione precedente l’alfabetizzazione di massa, in cui il sindacato ha avuto un ruolo importante. Del resto far studiare i figli per molte famiglie rappresenta una spesa non sostenibile“.

“Eppure tutti gli studi dicono che i luoghi di successo nel mondo sono connotati da un alto livello di istruzione. Abbiamo uno dei migliori sistemi scolastici, nonostante le riforme sbagliate degli ultimi anni, e formiamo talenti che poi vanno all’estero, mentre cala nelle nostre università il numero degli studenti stranieri”, afferma la Camusso, per poi aggiungere: “Da questo punto di vista il numero chiuso alle università è un grave errore. Dovrebbe al contrario passare il messaggio che noi torniamo a scommettere sui giovani”.

Il segretario della CGIL non si risparmia neanche sulla ricostruzione post-sisma, in ritardo secondo i piani, dando la “colpa” alla mancanza di occupazione:
Dobbiamo continuare a dire che nella ricostruzione occorre pensare anche al futuro e allo sviluppo, non solo alla ricostruzione di ciò che c’era, ed è su questo tema che si inserisce l’occupazione, il che vuol dire difendere gli insediamenti, chiedere alle aziende con alto valore aggiunto di investire sul territorio, servono e attività di attrazione, servono come in tutto il mezzogiorno investimenti sul’innovazione. La connessione 5G e le nuove tecnologie delle auto ‘connesse’, vanno in questa direzione. Bisogna fare molto di più.

Un commento ad hoc, dopo l’annuncio, nei giorni scorsi, dello smantellamento dei laboratori nel Tecnopolo d’Abruzzo e dei licenziamenti, da parte dell’Intecs dell’Aquila, a cui la Camusso richiede coerenza:
“La Intecs partecipa al tavolo della Regione sull’innovazione tecnologica. Non si può immaginare che questa azienda partecipi a progetti, e dall’altra licenzi le competenze e le esperienze del territorio. La prima cosa che facciamo e’ chiedere alla Regione un intervento che chieda soluzioni occupazionali“.

Per quanto riguarda la questione Masterplan, ovvero gli investimenti del governo Renzi per le infrastrutture del Sud, la rappresentante della CGIL si mostra contraria. Per permettere al Sud di colmare il divario con il resto d’Italia, infatti, bisognerebbe investire sui problemi che impediscono al territorio di crescere e non, come ha sostenuto nel suo intervento, gettare una pioggia di risorse su un territorio che ne è privo.

Infine, si è parlato della Carta dei diritti universali del lavoro, una proposta di legge fortemente voluta dalla CGIL, che aggiornerebbe lo Statuto dei Lavoratori:
Noi abbiamo presentato nostra proposta di legge ora incardinata in Commissione Lavoro alla Camera, sono cominciate le audizioni. Noi continueremo a sostenere il nostro percorso nella chiarezza che più il Governo continua a sostenere il jobs act e più si fa danno ai lavoratori“.

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