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12/14/2017
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Chieti, 1,5 milioni di euro per ristrutturare le terme e i templi

L’intervento è incluso nel piano strategico Beni Culturali 2019

“I luoghi della Teate romana” è il progetto integrato di recupero e valorizzazione del teatro delle terme e dei cosiddetti tempietti romani di Chieti che beneficerà di un finanziamento da 1 milione 500mila euro nell’ambito del Piano Strategico “Grandi progetti beni culturali 2019” del Ministero per i Beni e Attività Culturali.

Lo annuncia l’assessore al Bilancio, Silvio Paolucci. Un piano che prevede, per l’annualità 2019, un finanziamento complessivo pari a 65 milioni di euro. L’intervento relativo all’area archeologica situata nel centro storico teatino è stato inserito, insieme ad altre opere di elevato rilievo culturale, tra cui la Pinacoteca di Brera, il Castello di Miramare e le Terme di Diocleziano, nello schema di Decreto del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibact) che sarà all’ordine del giorno della seduta della Conferenza unificata in programma domani a Roma.

Nello specifico, sono previsti interventi di recupero e valorizzazione del complesso archeologico, in particolare del teatro delle terme e dei cosiddetti tempietti. La scheda tecnica allegata al provvedimento ricorda come l’antica città romana di Teate (oggi Chieti) sorgesse su un colle tra i fiumi Pescara e Alento in un sito frequentato sin dall’epoca protostorica. L’abitato si sviluppò notevolmente nel primo secolo avanti Cristo quando divenne municipio romano con il nome di Teate Marrucinorum. I resti archeologici più importanti, situati nella zona pubblica della città, furono proprio la Civitella, il teatro, le terme ed i templi romani. Soggetto attuatore dell’intervento è il Segretariato regionale per l’Abruzzo del Mibact. Secondo il cronoprogramma, i lavori dovranno concludersi entro il 2021.

“Questo Piano strategico – ha spiegato Paolucci – si inserisce nel quadro delle politiche poste in essere dal Governo, che attribuiscono un ruolo centrale alle azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. La Regione Abruzzo ha colto subito questa opportunità, anche al fine di una più ampia e diversificata fruizione turistica, in ragione degli effetti attesi in termini di coesione economica, crescita ed occupazione”.

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