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12/15/2017
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Riapertura del Caso Orlandi, ci sono dei legami anche con l’Abruzzo?

E’ con un dossier rinvenuto da un giornalista che si è tornato a parlare del “caso Orlandi”, mettendo il Vaticano nella difficile posizione di dover negare l’esborso di una grossa cifra per l’allontanamento della ragazza. Quali i legami, accertati o possibili, con una parte del nostro Abruzzo? 

Sono passati quasi 35 anni dalla triste sparizione di Emanuela Orlandi, cittadina del Vaticano e figlia di un funzionario dello Stato Pontificio misteriosamente scomparsa all’età di 15 anni. Il fatto di cronaca, uscito allo scoperto in un’Italia diversa, ancora vittima della forte scissione tra neri e rossi e fresca di storie al limite del romanzo noir come quella della Banda della Magliana, sconvolse l’opinione pubblica e creò non poche crepe nel rapporto di fiducia tra cittadini e Santa Sede. Nel corso degli anni, tante sono state le ipotesi sullo svolgimento dei fatti, sulle motivazioni della scomparsa, sui possibili colpevoli; sono stati tirati in ballo i protagonisti più disparati, dai servizi segreti made in USA al tanto terribile quanto affascinante Dandi, al secolo Enrico De Pedis, boss di una fazione della Banda della Magliana che riposa seppellito addirittura nella chiesa di Sant’Apollinare. Il Dandi, con i suoi uomini, secondo una delle molte teorie avrebbe rapito Emanuela per fare un favore al Cardinal Marcinkus; secondo altre, invece, il gesto sarebbe stato una rappresagli di una parte della Banda verso il Vaticano, per avere indietro delle cifre investite nello IOR.

Il nuovo, presunto dossier (frutto della ricerca di Emiliano Fittipaldi, giornalista prossimo a promuovere il libro “Gli Impostori“) che sarebbe saltato fuori sulla ragazza racconta, in breve, quello che segue: il Vaticano avrebbe finanziato l'”allontanamento domiciliare” (a Londra) di Emanuela Orlandi, sostenendo una spesa di quasi mezzo miliardo di lire. I motivi, ovviamente, sarebbero da ricondurre a svariate ipotesi: Emanuela avrebbe potuto assistere a qualcosa che non avrebbe mai dovuto vedere, sarebbe potuta essere la vittima di uno stupro di gruppo da parte di uomini della Santa Sede o, ancora, per una qualche oscura ragione il Cardinal Marcinkus avrebbe richiesto il suo rapimento da parte del Dandi e della Banda della Magliana.

Quale che sia la verità (a partire dal dossier, che potrebbe essere anche una mera mossa promozionale di Fittipaldi), Centralmente ha provato ad indagare su possibili connessioni tra l’Abruzzo ed il mistero di Emanuela Orlandi. L’unica pista che avrebbe potuto darci qualche risultati, curiosamente, è venuta a mancare soltanto un anno dopo la sparizione della ragazza.

Prendiamo, per iniziare, per vera la teoria che vedrebbe il Dandi tra i protagonisti della vicenda: va sottolineato come, in un certo senso, l’Abruzzo (e più in particolare la Marsica) sia stati centrale protagonisti nella crescita della Banda della Magliana. Nel periodo del rapimento Moro, infatti, i membri della Banda sarebbero entrati strettamente in rapporto con il più grande falsario della storia recente italiana: Tony Chichiarelli, di Magliano de’ Marsi, al secolo Il Falsario d’Italia, autore del celebre comunicato numero sette con cui le Brigate Rosse avrebbero depistato le forze dell’ordine ormai prossima al ritrovamento di Aldo Moro, spedendole sul Lago della Duchessa piuttosto che negli appartamenti romani dove, effettivamente, il politico era detenuto. Tony Chichiarelli sarebbe poi caduto in disgrazia nel periodo delle faide interne della Banda, rimanendo assassinato nel 1984 in un regolamento di conti: curiosamente, proprio un anno dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi.

E’ dunque più che possibile, se non certo, che per l’Abruzzo e per Chichiarelli siano passati molti dei dettagli sul mistero di Emanuela Orlandi, anche in vista del suo stretto rapporto con organi vicini al Vaticano (si parla addirittura dell’Opus Dei): dettagli che, però, il Falsario di Stato ha portato con sé nella tomba. Come il Dandi, il Cardinale Marcinkus e tutti gli altri scomodi protagonisti di questo mistero che, ad oggi, nonostante un’infinità di indagini e domande, resta ancora completamente privo di risposte.

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