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12/12/2017
HomeIntrattenimentoCinemaMysterious Skin: il capolavoro di Gregg Araki sul tema della pedofilia.

Mysterious Skin: il capolavoro di Gregg Araki sul tema della pedofilia.

Drammaticamente vero, Mysterious Skin è uno dei riconosciuti capolavori di Gregg Araki. Il regista affronta con delicata sensibilità il tema della pedofilia portando sullo schermo un racconto, crudo ed insieme metaforico, del reale.

Gregg Araki, regista statunitense di origini giapponesi, nel 2004 presenta alla 61ma mostra del cinema di Venezia, nella sezione “Orizzonti”, il suo Mysterious Skin, tratto dall’omonimo romanzo di Scott Heim. Il regista, dichiaratamente omosessuale, ha spesso fatto dei suoi film un mezzo per raccontare l’universo gay, ma anche situazioni limite del reale riguardanti sessualità, razzismo, droga, ingiustizie e violenze di ogni genere.

Mysterious Skin racconta la vicenda di due ragazzi di diciotto anni, apparentemente diversi, per situazione familiare e carattere, ma accomunati da un passato che li ha segnati entrambi, ognuno a suo modo, e che li porterà nel corso della storia a ricongiungersi.

Tutto ha inizio nell’estate del 1981, in una piccola cittadina del Kansas: due bambini vivono separatamente delle esperienze che cambieranno il corso della loro vita. Il primo, Neil McCormick (Joseph Gordon-Levitt), subisce degli abusi sessuali da parte del suo allenatore di baseball, il secondo invece, Brian Lackey (Brady Corbet), si ritrova nella cantina di casa, col sangue che gli cola dal naso e senza nessuna memoria di cosa è accaduto. Anni dopo, Neil, disinibito e ribelle, si scopre omosessuale e decide di prostituirsi, cercando di ritrovare negli uomini con cui va a letto il rapporto che aveva a otto anni con il suo allenatore. Brian, giustifica lo strano episodio della sua infanzia con un rapimento da parte degli alieni, a cui riconduce le frequenti epistassi e amnesie di cui soffre; da allora è insicuro, rifugge la sessualità e ha terribili incubi. Mysterious Skin ha come protagonisti due ragazzi alla ricerca di loro stessi, vittime, entrambi, di eventi traumatici che li hanno sconvolti, e che rielaborano in maniera opposta, in un processo che porta l’uno a vendere il proprio corpo e a confrontarsi coi suoi sentimenti, e l’altro a chiudersi in un mondo misterioso e fantastico che minerà l’universo di rapporti in cui vive. Il film di Araki è una toccante favola nera, che inquieta e fa male: lo spettatore viene condotto per mano alla verità insieme agli stessi protagonisti, che approderanno alla consapevolezza del dolore subìto solo alla fine del viaggio, attraverso percorsi differenti e la costruzione di una serie di bugie come reazione allo shock vissuto. Ricorrendo all’uso frequente di flashback, Araki ci mostra a più riprese l’accaduto, portando sullo schermo un tema complesso e di difficile trattazione qual’è la pedofilia, e lo fa con rara sensibilità. In questo modo le metafore diventano, in una narrazione che si colloca a metà fra realismo e simbolismo, il mezzo per esorcizzare la verità, taciuta fino alla fine, e ‘farla arrivare’ allo spettatore in maniera sottile, scongiurando così il rischio di una percezione morbosa degli avvenimenti, mai troppo espliciti o estremi. Bello e commovente, come una lama a doppio taglio, Mysterious Skin entra profondamente sotto pelle e tocca le corde dell’anima. Disturbante e contemporaneo, delicato e duro al contempo, con grande maestria e sguardo lucido, Araki realizza un gioiello cinematografico di forte intensità, mettendo in luce una problematica sociale sempre attuale, e il disagio di chi ha dovuto fare i conti con una vita che non ha scelto. Perchè i bambini non si toccano, perché arriverà il giorno in cui si faranno delle domande, e nessuna risposta colmerà quel senso di vuoto e di impotenza che lega come un filo invisibile passato e presente. Perchè un ‘orco’ ha scelto per loro. E alle volte l’orco veste i panni della quotidianità, si insinua fra gli affetti più cari, e porta la faccia del vicino di casa o dell’allenatore.

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