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12/14/2017
HomeL'AquilaCulturaAlla riscoperta del patrimonio aquilano: il Mammut

Alla riscoperta del patrimonio aquilano: il Mammut

La bellezza del nostro capoluogo non si cela solo dietro a monumenti storici e grandi piazze, ma anche a grandi ritrovamenti come quello del MAMMUT.

I Mammuth dal russo мамонт, mamont, probabilmente a sua volta derivato da una parola in lingua ostiaca del popolo Khanty ,furono grandi animali appartenenti  alla categoria dei proboscidati, ormai estinti, e  strettamente imparentato con gli Elefanti. La maggior parte dei mammut si estinse alla fine del Pleistocene  compreso tra 2,58 milioni e 11.700 di anni fa. Questi grandi Mammiferi  simili ad elefanti erano dotati di lunghe zanne ricurve. La specie più grande conosciuta, il Mammuthus sungari  che viveva tra la Cina e la Mongolia, raggiungeva l’altezza di 5 metri al garrese. Probabilmente i mammut pesavano circa 6 – 8 tonnellate, ma eccezionalmente i grandi maschi potrebbero aver superato le 12 tonnellate. La maggior parte delle specie erano grandi solo quanto un elefante asiatico attuale;si conoscono fossili di forme nane. I mammut possedevano alcuni adattamenti per resistere al freddo, il più noto dei quali è lo spesso strato di pelo lungo fino a 50 centimetri, per il quale è stata data anche la denominazione di “mammut lanoso”. Questi animali, inoltre, avevano orecchie più piccole rispetto a quelle degli elefanti attuali; il più grande orecchio di mammut mai trovato era lungo solo 30 centimetri, una minuzia in confronto al metro e ottanta di un grosso elefante africano. I mammut possedevano anche una membrana di pelle ricoperta di pelo che copriva l’ano, proteggendolo dal freddo. Anche i denti di questi proboscidati erano adattati per la dieta di erbe di tundra, con più placche e corone più alte dei loro parenti meridionali. La loro pelle non era più spessa di quella degli odierni elefanti, ma a differenza di questi ultimi possedevano numerose ghiandole sebacee nella loro pelle, che secernevano grasso oleoso all’interno della loro pelliccia, migliorando le sue qualità di isolante. Per quanto riguardo il Mammut di L’Aquila, questo fu  rinvenuto nel 1954 in località Madonna della Strada nel comune di Scoppito, a circa 15 chilometri da L’aquila. Grazie agli studi effettuati su di esso possiamo dire che il nostro Mammut, la cui datazione risale a circa 1.300.000 anni fa, era un maschio di età compresa tra i 50-55 anni, peso 10 tonnellate circa, altezza 4 metri al garrese, lunghezza 7 metri dalla punta della difesa all’estremità della coda.  Il nostro Mammut ha tutt’ora un segno di riconoscimento:la mancanza della difesa (zanna sinistra).

Spero che queste informazioni vi siano piaciute, con la speranza di rivederlo a breve!

Cristina d’Armi

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