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12/14/2017
HomeTeramoCronaca TeramoGiorgia Vitali, una ballerina abruzzese a New York

Giorgia Vitali, una ballerina abruzzese a New York

L’Abruzzo, terra di montagne e di mare, di trabocchi e di colline, capace di non smettere di indicare direzioni di rara bellezza, di sorprendere gli occhi, il palato e l’incarnato gentile che si mescola alla forza della sua gente, ha anche le gambe che scalpitano di Giorgia Vitali.

Un modo di interpretare il salto ed il volo di chi non affronta il viaggio del puro andare, ma una scelta di brillare che diventa linfa, tragitto e mèta attraverso la passione della danza.

Giorgia appartiene al corteo dei giovani accesi di coraggio che decidono di avviarsi per una destinazione fuori dall’Italia, già qualche anno fa di fronte ad una processione di anime tormentate dall’incertezza di un futuro e di una professione, che allora ed oggi qui si fa sempre più fatica a costruire. Parte con il desiderio di volteggiare come un uccello con i suoi passi di ballo che annunciano il delicato profumo di un ardore arrivato fin dall’età di sei anni.

Nel gioco intenso della sua infanzia rotto dalle sue vibrazioni, tiene la sua agile marcia ballerina, ed il respiro regolare per affrontare aria e curve di un corpo che, trasmutato poi in quello di donna, stringerà i muscoli ed imiterà l’itinerario leggero e deciso di una rondine svolazzante in un cielo azzurro più frenetico, frizzante, sebbene altamente competitivo come quello newyorkese.

Seguita e supportata dalla sua storica insegnante Zorayda, della Compagnia “Danza Insieme”, coltiva le sue qualità artistiche nello stile classico, moderno e jazz nella provincia teramana da cui proviene, e prosegue con la formazione accademica nella capitale sotto la guida della celebre Margherita Parrilla dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

Conseguita la maturità, prende in esame la possibilità di trasferirsi in Spagna o in Israele, ma un’audizione online per la Joffrey Ballet School le stimola la determinazione di partecipare e di vincere.

Entra nella terza scuola di New York tra ritmi convulsi e sogni, deliri e libertà. Due anni di certificata esperienza che consolidano la voglia di affidare le cose al tempo migliore ed esatto del loro accadere.

Per ragioni legate al suo visto, è costretta a cambiare istituto ed aderisce al programma della Peridance Capezio Center che offre corsi di danza per adulti in molti stili, tra cui ballet, contemporary, Hip Hop, tap, Body Conditioning.

L’energica performer toranese colleziona video e realizza numerosissimi spettacoli con altri artisti emergenti, si inserisce in apprezzabili Festival e partecipa ad un’originale esibizione per un concorso di Louis Vuitton in occasione della New York Fashion Week, la settimana della moda che costituisce vetrina rilevante per le sfilate imperdibili nella Grande Mela.

Ma la terra madre abruzzese che l’ha partorita e che vive di cibo, di ospitalità e di grano, non l’abbandona nei pensieri e nella malinconia. Giorgia ricostruisce pezzi dell’Abruzzo nella sua comunità per smorzare nostalgia e solitudine, per ripresentare la lentezza dei tempi e per ammorbidire i lamenti dei suoi ricordi.

La vitalità con cui balla è accompagnata dal suo sguardo profondo, complemento alle sue movenze, il sale della terra che suggerisce quanto le aspirazioni contino.

Tutte le volte che torna nel suo paese natale lo fa con la valigia piena. Dei suoi sorrisi giornalieri, delle sue lacrime di ghiaccio derivanti dal rumore di fondo di una città originariamente estranea, lontana, non sua, che ora le regala però l’opportunità di praticare il suo obiettivo, di affermare che non è la vita ad ispirarle la danza ma la danza a orientarle la vita.

Il diritto al riconoscimento del proprio talento è universale e, quando ha il sapore forte della caparbietà, genera eco. L’audacia selvaggia e sconfinata della sua speranza è un moto di gioia così appassionato, che non si può dire se, quando è sul palcoscenico, la ballerina abruzzese sia in festa con altri astri, altre invenzioni, altri orizzonti o se sia semplicemente il mondo. Il mondo da sostituire, in un’epoca contrassegnata da tanta aridità e indeterminatezza del domani, con i piedi e le mani che ci fanno alzare dalla terra. Con i piedi e le mani che gridano coraggiosamente l’amore.

 

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