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12/12/2017
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The Devil’s Candy, tra rock, caramelle e possessioni

Il ritorno di Sean Byrne con un horror fuori dagli schemi: chi ne parlava bene, probabilmente, aveva davvero ragione. 

La locandina di questo film non era assolutamente invitante e il titolo non aiutava di certo, avevano quel sapore da film horror che può piacere a chi l’horror non lo conosce veramente o non l’ha mai visto. Poi inizi a leggere pareri e recensioni. Tutti estasiati e che promuvono all’unanimità il film di Sean Byrne, già autore di The Loved Ones e che da sette anni non faceva ritorno sulla scena.

Il film segue due storie parallele che si andranno ad incrociare. Da una parte abbiamo un uomo sovrappeso che sente le voci nella sua testa e che suona una Flying V a tutto volume per zittirle. Dall’altra una famiglia con madre, padre e figlia che si sono appena trasferiti nella casa in cui abitava precedentemente l’uomo con la chitarra in mano e con le voci in testa. Una casa infestata, omicidi e pesanti riferimenti a Satana. Aggiungiamo pure il fatto che il padre, che di professione dipinge quadri, inizia a sentire le voci a sua volta, e di conseguenza, come in uno stato di trance, inizia a disegnare bimbi inghiottiti dalle fiamme.

Come fare per rendere questa formula già sentita un qualcosa di nuovo? Di solito quando si prende in esempio una famiglia da film horror si tratta di famiglie disfunzionali, in cui qualche membro del nucleo familiare ha problemi o è in conflitto con gli altri, soprattutto se si tratta di ragazzine adolescenti e dall’attitudine punk ereditata dal padre. Qui no. A sovvertire le regole non solo del genere, ma di buona parte degli stilemi cinematografici, è la famiglia protagonista, incredibilmente coesa, forte e che riesce sempre a tornare unita dopo ogni screzio che vediamo su schermo. Magnifico, poi, il rapporto padre-figlia, entrambi metallari e totalmente freak. Nonostante siano fuori dagli schemi e non convenzionali, riescono subito a far tenerezza allo spettatore proprio per il loro essere così lontani dalla normalità e da ciò che si vede tutti i giorni.

Se da un lato abbiamo la tenerezza della famiglia Hellman (guarda te il caso), dall’altro abbiamo Ray, l’obeso con la chitarra che si lascia dietro cadaveri di bambini come fossero caramelle in sacrificio per Satana: personaggio incredibilmente destabilizzante, impossibile non avere i brividi ogni volta che entra in scena.

Tecnicamente il film si difende benissimo. Inquadrature come fossero quadri, giochi di luce, movimenti lenti di camera e tutto il resto, un horror d’altri tempi girato nel 2015. Notevole la colonna sonora, collegata ai protagonisti metallari, continui i riferimenti a band metal e rock, nomi di gruppi e di musicisti ovunque. The Devil’s Candy è un horror che dentro ha di tutto: psichedelia, satansimo, home invasion, possessioni spiritiche, dramma familiare, e riesce a trovare lo spazio per mettere da qualche parte anche i buoni sentimenti. Consigliato se volete qualcosa di cattivo, marcio, inquietante e violento, se amate il metal ed il suo immaginario e, soprattutto, se apprezzate l’horror di qualità.

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