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12/15/2017
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Pescara: Civitarese Matteucci si esprime riguardo il Parco Centrale

Ancora discussioni e polemiche sul progetto del parco centrale   

“Il dibattito e il confronto di idee sono sempre utili e quindi ben venga l’assemblea pubblica che i 5 Stelle si propongono di organizzare.” afferma l’assessore al Governo e Sviluppo del Territorio Stefano Civitarese Matteucci, che prosegue: “Come Assessorato, nell’ambito dei numerosi eventi inclusi negli Stati generali della mobilità urbana che presenteremo lunedì prossimo, abbiamo programmato un dibattito pubblico sul ‘Parco Centrale’ in data 4 ottobre presso la sala conferenze della Stazione.

Dibattiti e confronto devono però fondarsi sui fatti che sono piuttosto diversi dalla rappresentazione offertane dai 5 Stelle. In primo luogo è utile spiegare che in questo momento si sta svolgendo un procedimento il cui scopo è quello di verificare se il progetto ha possibili impatti ambientali significativi. Solo se il comitato regionale riterrà che li abbia, si passerà a un vero e proprio studio di impatto ambientale del progetto.

Ciò, fermo restando che contemporaneamente stiamo portando avanti un distinto ma connesso procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS), che riguarda gli aspetti di pianificazione urbanistica del progetto allo scopo di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali nel processo di pianificazione assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile.

A questo riguardo tutte le varie osservazioni sulle carenze di questo o quell’aspetto del progetto avanzata dai 5 Stelle o sono smentite dal contenuto della relazione (v. tabella riepilogativa e documenti disponibili sul sito Versopesara2027) oppure fanno riferimento ad aspetti che non sono propri di questa fase che è di ‘verifica di assoggettabilità’ e non di ‘valutazione di impatto ambientale’.

Sostengono, invece, gli esponenti 5 Stelle, che il progetto sarebbe da assoggettare direttamente a VIA e quindi avrebbe per definizione un impatto significativo perché avremmo previsto ‘una strada urbana di scorrimento’. Per mostrare che così non è si riporta la definizione di questo tipo di strada: “strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate”. In tali tipologie di strade, in virtù di tali caratteristiche, si può raggiungere un limite di velocità di 70 km orari! Non so da dove si possa desumere che vogliamo fare qualcosa del genere (a Pescara salvo l’asse attrezzato/tangenziale questa tipologia non esiste), poiché nel progetto è palese che faremo una “strada ad unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi”, vale a dire ciò che il codice della strada definisce “strada urbana di quartiere”.

Questa viabilità, che dovrà essere concretamente regolata con il nuovo piano del traffico in corso di elaborazione, punta esattamente a consentire che il traffico automobilistico si allontani dal centro, così come previsto nei nostri atti di programmazione, per essere rimpiazzato dal trasporto pubblico di massa nella dorsale centrale della città e che provenendo da via Castellammare utilizzerà proprio via Silvio Pellico per immettersi su C.so Vittorio Emanuele, mentre all’interno dell’area del Parco centrale vi sarà un percorso ciclo-pedonale che si ricollegherà alla pista ciclabile di via De Gasperi. Non sembra che cinque ettari di ‘bosco urbano’ sia non avere a cuore il verde. La previsione al suo interno di alcune attività di servizio e commercio in forma di strutture a padiglione, oltre ad aumentarne l’attrattività, assume una funzione di “presidio”, mentre gli edifici, come più volte detto, sono “di bordo”, al di fuori del parco propriamente detto. Forse si potrebbe semplicemente glissare sul ricorso al solito vocabolario da ‘politica in trincea’, che evoca svendite, regali alle banche, etc.

Mi pare però sia opportuno ricordarci che quello che stiamo facendo è mettere in piedi un progetto che possa raggiungere (concretamente e non a proclami o battute) obiettivi collettivi. Ricorrere anche a investimenti privati per fare questo, in un mondo reale in cui i soldi non piovono dal cielo, è comune in tutta Europa, applicando le direttive dell’Unione. In questo mondo reale, dove da più di trent’anni vediamo una distesa di ettari di cemento e lamiere di automobili nel cuore della città, occorre usare anche termini forse meno accattivanti, quali fattibilità nonché valutazione e ponderazione degli interessi nel perseguimento con umiltà di obiettivi grandi ma possibili.

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