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12/15/2017
HomeTeramoCronaca TeramoNereto, Forza Nova si “auto invita” nella sala comunale dedicata a Salvador Allende

Nereto, Forza Nova si “auto invita” nella sala comunale dedicata a Salvador Allende

Il Comune, non al corrente del fatto, afferma: «la Giunta non ha mai assunto decisioni in merito»

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urioso il fatto che vede come protagonista il Comune di Nereto, nel teramano, quando alcuni giorni fa è cominciato a circolare una locandina del partito di estrema destra Forza Nuova in cui si invitano gli interessati a partecipare alla presentazione del libro di Roberto Mancini “Storia della Repubblica Sociale”, che, a quanto si evince da tale locandina, si sarebbe dovuta tenere il 23 settembre proprio a Nereto, nella sala comunale Allende. La proclamazione dell’evento ha creato da solo alcuni “pruriti” tra le frange politiche opposte a FN, unito al fatto che esso si sarebbe tenuto nella sala che porta il nome di uno dei campioni del socialismo, il presidente cileno Salvador Allende. Dura la reazione di Rifondazione Comunista, che attraverso la voce del suo segretario nazionale, l’abruzzese Maurizio Acerbo, afferma: «è triste come ciò possa accadere in una provincia che fu protagonista della Resistenza armata al nazifascismo», per poi arrivare a chiosare con: «in caso l’amministrazione comunale non ritiri l’autorizzazione crediamo indispensabile che il 23 l’ANPI e tutte le forze democratiche ed antifasciste abruzzesi si diano appuntamento a Nereto per una manifestazione».

Parole dure quelle provenienti dal PRC, che si schiantano  però contro quelle del Comune di Nereto, che si appresta subito a spegnere questo pericoloso fuoco di paglia con un comunicato ufficiale: «In relazione alla notizia della concessione della Sala Allende a Forza Nuova […] si precisa che la notizia è del tutto priva di fondamento perché la Giunta Municipale non ha mai assunto decisioni in merito», tutto ciò semplicemente poiché «non ha mai ricevuto d parte di tale forza la richiesta dell’utilizzo della sala». Così parla il Sindaco di Nereto, Giuliano Di Flavio, stroncando l’uragano di polemiche che si era cominciato ad abbattere sul Comune da lui retto. Resta il mistero di questa locandina, che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto? Nessuna parte in causa ha fin ora dato una risposta.

Antonio Legnini

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