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01/22/2018
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Alla riscoperta del patrimonio aquilano: la Fontana delle 99 Cannelle

Come anticipato la scorsa settimana, la fontana delle 99 cannelle fu l’emblema della città di L’aquila che oltre ad essere uno scrigno colmo di bellezza è anche un “pozzo” di storia

La Fontana delle 99 Cannelle fu uno dei primi monumenti della città anche se il suo scopo non fu ben chiaro: probabilmente fu progettata dall’architetto Tancredi de Pentima nel 1272 come testimoniato della lapide sita sulla parete di fronte al cancello d’ingresso “ANNO DOMINI MCCLXXII MAGISTER TANCREDUS DE PENTOMA DE VALVA FECIT HOC OPUS”.

Tancredi avrebbe contribuito alla realizzazione della lapide limitatamente alla realizzazione della parte frontale. Alcuni studiosi ritengono che l’attuale aspetto della fontana delle 99 Cannelle detta anche Fontana della Rivera, risalga interamente al XV secolo.

Parlando della struttura, la fontana è caratterizzata da una pianta trapezoidale il cui perimetro, che per un lato si appoggia alla cinta muraria della città, è caratterizzato dall’intreccio di masselli di pietra bianca e rosa.

Essa si sviluppa su tre fronti ed è posta sotto il livello della strada e di fronte la chiesa di San Vito; è costituita da cinque vasche poste su livelli differenti e leggermente sfalsati tra loro, sulla più alta delle quali viene immessa l’acqua tramite appositi mascheroni appositamente studiati per consentire il lavaggio del bucato.

I mascheroni sono tutti diversi fra loro e intervallati da formelle rettangolari, 93 delle quali contenenti un fiore in rilievo e un rosone (simbolo del ciclo della vita, dell’eternità), mentre le rimanenti sei sono vuote e rappresenterebbero le piaghe del Cristo. Secondo la tradizione invece, la funzione dei mascheroni è quella di rappresentare allegoricamente i signori dei novantanove castelli che contribuirono alla fondazione dell’Aquila nel XIII secolo, stessa spiegazione vale per le novantanove piazze, novantanove chiese e novantanove fontane, ciascuna riferita al castello di riferimento.

In realtà il numero dei locali su cui fu fondata L’Aquila è leggermente minore di novantanove, e anche il numero di 93 mascheroni dai quali sgorga l’acqua è minore di 99, ecco perché le altre sei cannelle, di dimensioni minori, sono poste poco sotto il parapetto del lato destro probabilmente per alimentare la leggenda del numero 99.

Tutta la popolazione di L’aquila sa del mistero che riguarda la sorgente di alimentazione, tenuta volontariamente segreta per evitare che un castello piuttosto che un altro ne rivendicasse la paternità, tanto da spingere a giustiziare il progettista affinché non la rivelasse a nessuno. E’ noto invece che la zona oggi detta della Rivera, corrisponde a un antico castello denominato Aquili , dal quale deriva il nome della città.

A proposito di castelli, la prossima settimana vi parlerò del Forte Spagnolo: il Castello di L’Aquila.

Cristina D’Armi

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