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01/20/2018
HomeValle PelignaCronaca Valle PelignaChe caos a Sulmona! Le donne fanno da “ombrelline” ai politici!

Che caos a Sulmona! Le donne fanno da “ombrelline” ai politici!

Enorme il polverone alzato dall’evento di presentazione di “Fonderia Abruzzo”, la manifestazione organizzata tra ieri ed oggi nell’abbazia di Sulmona: sei donne sono rimaste immobili, con degli ombrelli, a riparare i politici sotto la pioggia.

Ha alzato un polverone che è stato ampiamente discusso anche a livello nazionale, l’evento di presentazione di “Fonderia Abruzzo: laboratorio di idee nuovo e visioni per il futuro“.

Ragione fondamentale della critica è stato il vedere sei donne, sul palco, ferme sotto la pioggia per reggere gli ombrelli e riparare (dal sole, dal vento, dalla pioggia) le varie personalità politiche presenti, tra cui il governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso (Pd), il Ministro alla Coesione territoriale Claudio De Vincenti, il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ed il rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Luciano D’Amico. Dietro i sette dialoganti sul palco, dunque, erano in piedi le “ombrelline” (in un paragone di dubbio effetto con le ragazze del Motomondiale, e non per colpa delle ragazze), ferme a coprirli sia dal sole che dalla pioggia, in quello che è parso agli occhi degli spettatori un ritorno a visioni arcaiche del rapporto uomo-donna: la notizia, così, ha fatto il giro del web e dei giornali nazionali (per esempio, è comparsa su Repubblica.it), ed è diventata addirittura il motivo del discorrere, nella famosa trasmissione radio Rtl con il professor Raffaele Morelli, di una tematica scottante di psicologia (guarda caso, il maschilismo).

Ad esporsi in modo netto contro le foto che hanno raccontato la situazione c’è stata, in prima linea, la Presidente della Camera: Laura Boldrini. “Questa foto è una brutta immagine. Sei donne che reggono l’ombrello ad altrettanti uomini, comodamente seduti per parlare ad un dibattito sotto la pioggia a Sulmona ci fanno fare un salto indietro. E non sarebbe stato meno stridente se al posto delle ragazze ci fossero stati dei ragazzi. Come si fa a non rendersene conto?” ha commentato su Facebook, concretizzando l’imbarazzo che molti, a giudicare dagli attacci social e mediatici ricevuti dall’immagine, sembrano aver provato.
Secca è stata la replica di Luciano D’Alfonso, che ha spiegato la volontarietà totale del gesto delle donne e ha ironicamente chiosato: “Disponevo di un cappuccio nella giacca ma non l’ho usato per non passare per affiliato alla massoneria”. Un botta e risposta che, a prescindere da quale parte si prenda, ha portato in secondo piano gli interessanti eventi promossi dal Fonderia Abruzzo, di cui avevamo approfonditamente parlato già qui, ed ha fatto perdere, una volta più del solito, un’occasione alla nostra Regione per far parlare positivamente di sé.

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